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Da un’idea di Vincenzo Casoli

testi scelti e scritti da Vincenzo Casoli, Angela Goduto, Maria Carmela Silvestre

con Carmela Di Mucci, Angela Goduto, Elisa Liguori, Antonio Petito, Maria Carmela Silvestre, Giuseppe Totaro, Adriana Velluto

costumi Carmen Mottola, Amelia Spinelli

make-up Karisma Estetica

voce fuori campo Rossella De Martino

messa in scena Francesco Ottavio De Santis

 

note di regia

Il progetto teatrale “Fantasme” nasce da un’esigenza, da un’urgenza, da una volontà che con potenza e caparbietà è diventato uno spettacolo teatrale.

Il viaggio ha avuto inizio nel 2024 con un percorso laboratoriale di scrittura creativa curato da Vincenzo Casoli (i SenzaFaccia) ed è stato voluto dall’Associazione Insieme Per…, associazione impegnata in prima linea contro la violenza di genere e promotrice del progetto “Nessuna si salva da sola”, finalizzato alla realizzazione di un’opera scultorea dell’artista Pino Di Gennaro per ricordare il brutale femminicidio di Federica Ventura.

Il progetto laboratoriale è stato accolto in maniera trasversale da donne di differenti compagnie teatrali che compongono il variegato e fertile tessuto culturale della città di Troia.

Partecipando ad un cenacolo di ascolto e condivisione di esperienze Carmela Di Mucci (la Caprapazza), Elisa Liguori (la Melagranata), Angela Goduto, Maria Carmela Silvestre, Adriana Velluto e Amelia Spinelli (i SenzaFaccia), traghettate da Vincenzo Casoli, intraprendono un percorso di rielaborazione dei fenomeni legati alla violenza contro le donne, in ogni ambito e condizione. L’incontro con un gruppo di giovani, fra i 14 e i 16 anni, è forse il momento più alto del laboratorio, in cui i partecipanti, aprendosi all’ascolto della dimensione giovanile del fenomeno, riescono a scendere anche nel più profondo loro sentire. Con una dinamica positiva e trasversale, che ha man mano ampliato ed allargato con sincero entusiasmo i suoi partecipanti, il laboratorio si apre all’indagine ed al dialogo con tutte le fasce di età, e per cercare di andare oltre la violenza, matura la consapevolezza che non può non coinvolgere gli uomini.

Il processo in atto produce testi toccanti e sinceri e nella fase successiva della messa in scena al percorso creativo si aggiunge la collaborazione registica di Francesco Ottavio De Santis (Festival Troia Teatro/Teatri 35) e la recitazione di Antonio Petito (Germi d’Arte) e Giuseppe Totaro (i SenzaFaccia).

La messa in scena parte dal racconto di donne che permangono pur non essendoci più con le loro parole, con le loro facce, con i loro corpi.

Le fonti di ispirazione a cui ci si è aggrappati sono principalmente tre.

Le foto realizzate a New York da Francesca Woodman: una serie di autoscatti in cui l’artista dialoga con l’ambiente circostante, una stanza, alcuni oggetti. Il suo volto non compare mai, quasi in un atto di annullamento dell’identità.

La performance di Vanessa Beecroft (vb74) che, con un tableau vivant realizzato al Maxxi nel 2014, ha allineato l’età della donna rendendola senza tempo.

Federica Ventura, vittima del femminicidio avvenuto il 16 febbraio del 2018 a Troia.

Accompagna la rappresentazione un tappeto sonoro in cui in cui l’opera per quartetto d’archi di Franz Schubert “La Morte e la Fanciulla”, che il compositore scrive drammaticamente prossimo alla sua morte, si sovrappone alle parole echeggianti di una delle tante, delle troppe vittime di femminicidio.

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